sabato 5 aprile 2008

Sonetàula

Oggi ho finito di leggere Sonetàula.


E' un libro tremendo, che toglie il fiato ad ogni pagina.


E' un romanzo ambientato nella Sardegna rurale negli anni che vanno dal 1938 al 1950 e narra la storia di un ragazzo, Sonetàula, la cui vita è segnata da un crimine di cui ingiustamente viene accusato il padre che, condannato al confino, morirà poi durante la guerra, senza che il figlio abbia la possibilità di rivederlo.


Cresciuto quindi sotto la guida del nonno e di un altro pastore anziano, il ragazzo impara presto che cosa è la vita e che cosa gli riserva. A 18 anni infatti subisce un affronto da parte di un suo conoscente e per vendetta gli sgarretta venti pecore. Da quel giorno è costretto a darsi alla latitanza e viene accusato, ingiustamente o no, di ogni crimine commesso nella zona. Fino al tragico epilogo.


La storia del protagonista si intreccia con altre storie di coetanei, quella di Maddalena e quella di Giuseppino. Maddalena che, cresciuta in casa di Sonetàula da quando anche suo babbo era stato mandato al confino, ne era l'oggetto dell'amore giovanile. Giuseppino che da bambino era stato aiutato da Sonetàula e da un amico del nonno a recuperare dei maiali che erano stati sottratti dalla sua custodia.


Mentre la storia di Sonetàula, in cui l'energia volta inizialmente al bene viene via via sprecata senza rimedio, si avvia verso il suo tragico epilogo, la storia di Giuseppino e Maddalena, suoi amici, è una storia di riscatto e di speranza. Giuseppino, da una condizione di partenza simile a quella di Sonetàula riesce a farsi una posizione rispettabile. Abbandona i gambali ed il vestito d'orbace e intravedendo il progresso veste una tuta e si impiega in un ente che provvede alla disinfestazione delle zone paludose dalla malaria.



Ma Sonetàula alla fine non è del tutto un antieroe. L'energia volta al bene non viene gettata via del tutto. Sa essere anche romantico alla fine della sua esistenza di latitante e, appresa la notizia che Maddalena, nel frattempo sposatasi con Giuseppino, aveva dato la luce un bambino dopo un parto difficile e rischiava di morire, non esita ad andarla a trovarla. Intuendo che la sua vita di latitante è arrivata alla fine, propone a lei e a Giuseppino di intascare i soldi della taglia su di lui dando informazioni utili alla sua cattura.


La storia è raccontata con un ritmo aspro e veloce che accresce la drammaticità pagina dopo pagina ed il lettore viene trascinato insieme al protagonista in mezzo a grotte, nascondigli, testimone di agguati ma anche spettatore di paesaggi ricchi di poesia.


E' un affresco di Sardegna che probabilmente non esiste più, ma che è rimasta nei luoghi comuni di chi, non sardo, legge il libro e pensa che ancora in Sardegna ci siano briganti che tendono agguati alle corriere per rubare le paghe dei dipendenti. Una Sardegna di cui però l'autore, Giuseppe Fiori, scomparso qualche anno fa, è stato testimone e della quale probabilmente ci sono riferimenti nei personaggi.



2 commenti:

  1. utente anonimo18 maggio 2010 15:01

    Ciao sono bianca ti consiglio di gurdare il film di salvatore mereu e veramente bello

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