lunedì 12 dicembre 2011

12 Dicembre 2011

Oggi è l'anniversario della Strage di Piazza Fontana. Il 12 dicembre 1969 all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano venne fatto scoppiare un ordigno che provocò diverse vittime innescando una serie di attentati contro le Istituzioni dello Stato.


Era un periodo di grandi tensioni sociali e qualcuno pensò che un attentato di queste proporzioni facesse pendere l'ago della bilancia verso una delle parti allora in lotta.


Oggi a distanza di tanti anni ancora non c'è un colpevole certo della strage. Anche se la giustizia non ha portato certezze su mandanti ed esecutori materiali, è quasi certa la matrice fascista di questo e di molti altri attentati che seguirono. Probabilmente approvati in certi ambienti delle Istituzioni, che invece di proteggere lo Stato cercavano di disgregarlo dall'interno.


Oggi più che mai, questi anniversari, che rischiano di essere dimenticati, vanno ricordati come si ricordano tantissimi altri avvenimenti storici come la Liberazione il 25 aprile. Non solo per tramandare a chi è nato da relativamente poco tempo il ricordo del periodo drammatico vissuto nel nostro Paese più di 40 anni fa, non molto dissimile da quello di profonda crisi in cui versiamo oggi e che potrebbe causare altri eventi tragici, ma anche come omaggio verso chi in quella banca quel giorno ci è morto senza aver tempo nemmeno di chiedersi il perché e senza avere il tempo di dire addio ai propri cari.

mercoledì 30 novembre 2011

Copia e incolla

In passato, all'estero, ci son cascati dei politici importanti che hanno perso la laurea e, ovviamente, hanno anche dovuto dire addio alla carriera politica. Si tratta del famigerato "copia e incolla", Si prendono parti scritte di libri (di solito dei trattati ma possono andare bene anche le tesi universitarie di altri ignari studenti) e vengono riportate nelle loro tesi senza virgolettatura, fonte o citazione e facendole passare per proprie.

Questa pratica tuttavia qualche volta è utilizzata anche nella redazione di articoli su internet. Molte volte sul web mi sono imbattuto in articoli su testate concorrenti che trattando lo stesso argomento lo facevano quasi nello stesso modo, spesso usando le medesime frasi.

In occasione della scomparsa di un regista cinematografico ho voluto approfondire la sua biografia su wikipedia.

Si legge, a proposito di un suo film:
"Nel 1961 debutta al cinema con Banditi a Orgosolo, sceneggiato con la moglie Vera Gherarducci, un film stilisticamente asciutto che arricchisce di una sensibilità più moderna e consapevole la lezione del neorealismo."

http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_De_Seta

L'articolo sul portale internet di Repubblica riporta (testuali parole):
"Nel 1961 De Seta debuttò al cinema con “Banditi a Orgosolo”, sceneggiato con la moglie Vera Gherarducci, un film stilisticamente asciutto che arricchisce di una sensibilità più moderna e consapevole la lezione del neorealismo."

http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/addio-a-de-seta-regista-di-banditi-a-orgosolo/410348?ref=HRESS-33

A parte l'uso del verbo al passato remoto piuttosto che al presente, le parole usate per descrivere il film sono le stesse.
Quando andavo a scuola mi hanno insegnato, dopo aver studiato una lezione, a ripetere con parole mie con lo scopo di verificare che avessi compreso bene l'argomento ma anche per farmene una mia idea.
Trovo pessimo l'uso del "copia incolla". Mi dà l'impressione che chi ha scritto l'articolo non abbia in realtà visto il film di cui parla esprimendone un giudizio ma si sia limitato a riportare quello di un altro o che, in generale, non abbia una sua opinione riguardo all'argomento di cui sta discutendo.
Cosa ancora più grave se l'argomento riguarda una persona appena scomparsa e se l'articolo è apparso su una testata di larga diffusione.

martedì 29 novembre 2011

Come andare all'Inferno "cum mente sana in corpore sano"

L'articolo apparso la settimana scorse su "Il Fatto Quotidiano", che citava un intervento del noto esorcista Padre Gabriele Amorth in occasione dell'Umbria Film Festival, mi spinge a questa riflessione.


E' inutile, certi uomini di chiesa non rinunciano a terrorizzare i fedeli minacciando pene severe nell'aldilà solo per il fatto di esser persone che praticano uno stile di vita poco simile al loro come si faceva in passato quando la gente era tenuta in stato di ignoranza ed i vertici della Chiesa con le loro prediche sviluppavano il terrore nel popolo per tenerlo a bada. Solo qualche uomo di cultura osava andare contro questa pratica a suo rischio e pericolo rischiando di essere condannato per eresia e bruciare sul rogo, salvo poi venire riabilitato in epoca moderna e rivalutato da quella stessa organizzazione che ne aveva decretato la morte.


Oggi la Chiesa Cattolica, temendo di perdere credibilità e fedeli, tramite alcuni suoi esponenti continua con questo metodo, senza rendersi conto di cadere spesso nel ridicolo. 
In tal senso l'intervento di Padre Amorth bollando come anticristiani ed eretici la pratica dello Yoga ed i libri nati dalla fantasia di Joanne Rowling con protagonista Harry Potter mi fa sorridere ma mi indigna anche parecchio.


Non sono un fan di Harry Potter e non credo che leggerò mai un libro in cui è protagonista. Non mi piace il genere. Ma penso alle migliaia di persone che han fatto la fila, adulti e bambini, per accaparrarsi le copie dell'ultimo libro della Rowling. Hanno anticipato le pene dell'inferno con notti all'addiaccio di fronte alle librerie di tutto il mondo. E magari in buona fede, nemmeno pensando al loro tragico destino ultraterreno. E i lettori di Oscar Wilde, noto peccatore omosessuale? O quelli che han letto "L'amante di Lady Chatterley"? Tutti lussuriosi pervertiti destinati ai gironi infernali.


Non credo proprio che chi legge oggi Harry Potter sia votato all'adorazione di Satana, per quanto proveniente dalla stessa cultura anglosassone che oltre ad aver portato nell'assolato Mediterraneo bellissime saghe Celtiche, è la stessa che ci ha portato anche Halloween.


Assurda, e ingenua,  è anche la condanna dello Yoga. Non essendo una pratica cristiana, porta i suoi ingenui praticanti verso un diverso cammino spirituale convertendoli alla fede induista ed a credere alla reincarnazione. Come replicare ad una tale affermazione? Non sa forse Padre Amorth che quando moriamo l'anima abbandona il corpo il quale però concorre con le sue molecole organiche alla rigenerazione della Natura. Non è una reincarnazione anche quella?
E poi giù invettive contro discoteche i cui frequentatori abituali sono destinati ad un unico percorso: sesso, droga, demonio.


Secondo l'uomo di chiesa, tutto ciò che c'è al mondo di terreno, come un'innocente evasione dalla quotidianità, sembra destinato ad essere bollato come pratica erronea, peccaminosa e da condannare.


Fa sorridere che lo scenario di tale anatema fosse un festival dedicato al cinema e che colei che intervistava il sacerdote fosse l'attrice Maria Grazia Cucinotta.


Forse il vecchio esorcista, a furia di scacciare demoni, vede troppi pericoli anche dove magari non esistono e dove una persona più razionale saprebbe come vederli ed evitarli grazie all'educazione ricevuta.


Sarebbe il caso che si prendesse una pausa o che lasciasse il posto a qualcuno con una visione più moderna della sua.   

domenica 20 novembre 2011

Riprendo qua le mie trasmissioni

Poiché non si sa bene quale sarà il destino di splinder.com ho deciso di trasferire in blocco i miei post su "Quattro Mori" e migrarli su una piattaforma "magazzino" in attesa di poterli importare nuovamente qua.

I vecchi post son disponibili a questo indirizzo: http://iquattromori.iobloggo.com

mercoledì 26 gennaio 2011

A volte ritornano...

Ogni tanto decido di togliere la polvere da questa paginetta.

Anche altri decidono di togliere la polvere dagli armadi e tirano fuori vecchie cariatidi delle quali pensavamo di esserci liberati definitivamente.
Ed ecco che, in tempi politici sospetti, per le strade di Milano compaiono cartelloni pubblicitari il cui slogan rimanda ad una vecchia reclame di un formaggio. Ma invece di un invitante prodotto caseario compare la sagoma di un noto personaggio politico di un partito di maggioranza, insieme ad un altro politico che fece parte delle maggioranze dei tempi che furono che, con i loro comportamenti corrotti, contribuirono a portare la nostra nazione a livelli di paese in via di sviluppo.



 Photobucket 


Che dire se non che, in tempi in cui tutto sembra andare in rovina, dai posti di lavoro che mancano al senso di malessere diffuso causato da una classe dirigente che appare inerte ed insensibile ai bisogni di coloro che ad essa si sono affidati, sembra una presa in giro. E questo vale per qualsiasi maggioranza di qualunque colore.
Ma la presa in giro più forte è, secondo me, che un politico dell'attuale maggioranza venga patrocinato da un altro politico di una vecchia maggioranza ,il quale ebbe delle vicissitudini giudiziarie legate alla vicenda di Tangentopoli nei primi anni '90 e che, per sua stessa ammissione intascò una bustarella di 200 milioni di lire e che per questo venne anche condannato.

La gente questo non lo sa o tende a dimenticarlo e, per me, questi due personaggi hanno la stessa fiducia di due venditori di pneumatici lisci i quali vogliono far credere che invece il loro prodotto sia ipersicuro soprattutto su strada bagnata o, peggio, ghiacciata.

Purtroppo c'è la malsana tendenza a fidarsi di persone che sembrano non lavorare seriamente e, ancor più grave, a rinnovare questa fiducia nel tempo nonostante, visibilmente, la Nazione stia crollando a pezzi mentre tutti siamo spettatori più o meno consapevoli. Attivi o passivi.

Che cosa vogliamo pretendere se a capo di tutto c'è un presidente clownesco che continua a far credere a tutti che tutto va bene madama la marchesa, che l'Italia sta reggendo la crisi, che è tutta colpa dell'opposizione e che in due giorni Napoli sarà ripulita dai rifiuti?

D'altra parte, nella stessa piazza cinque anni fa comparì anche questo di cartellone che la dice tutta sul personaggio, anche se allora sembrò trattarsi di un errore...




 Photobucket 

sabato 29 maggio 2010

Intercettazioni extraterrestri.

A San Basilio, vicino a Cagliari, sta per nascere quello che diventerà il più grande radiotelescopio in Europa per grandezza dell'antenna ricevente.
Servirà principalmente per ricevere eventuali segnali radio provenienti da stelle lontane e, all'occorrenza, a tenere sotto controllo navicelle spaziali e satelliti in orbita.
E' un caso che un evento scientifico di tali proporzioni, specialmente per un'isola come la Sardegna, venga a cadere proprio in un momento in cui il Disegno di Legge denominato "Legge Bavaglio" che sarà discusso nei prossimi giorni in Parlamento sta creando un grosso dibattito nelle aule parlamentari, nelle piazze cittadine, televisive e virtuali.
I due eventi sono ovviamente scollegati
Nato per proteggere la privacy dei cittadini, ma in realtà quella dei soliti pochi, fra i tanti articoli prevede che non si possano effettuare registrazioni audio e video senza il diretto assenso delle parti interessate.
Ma cosa è ascoltare eventuali segnali radio provenienti dalle stelle lontane se non una forma di intercettazione anche se fatta a fini scientifici?
Nessuno ovviamente si sognerebbe di chiedere il consenso alla registrazione ai lontani abitanti di un qualche pianeta di un Sistema Solare nei pressi della stella Vega e, inoltre, un messaggio proveniente dal profondo spazio come verrebbe trattato nel nostro pianeta?
Si potrà trascrivere l'intero frammento o pubblicarne solo un riassunto?
E se il messaggio contenesse qualcosa di illegale, un eventuale magistrato extraterrestre potrebbe richiedere agli scienziati terrestri una copia dell'intercettazione? Qualora dovesse essere illegale, gli alieni potrebbero prendere misure estreme tipo invasione del pianeta Terra o arresto (rapimento) degli scienziati rei di aver intercettato illegalmente qualcosa di proveniente dal loro pianeta? E, per finire, qual'è il limite temporale prescritto per intercettare qualcosa di proveniente da un pianeta extrasolare?
Ovviamente si tratta di situazioni paradossali che non capiteranno mai. Però i dubbi creati dalla legge in discussione non sono per nulla paradossali ma reali e mettono in seria discussione il proseguimento di indagini serie e, altrettanto importante, metteranno in serio pericolo il diritto fondamentale dei cittadini ad essere informati, di farsi un'idea giusta o sbagliata che sia.
Ci sarebbe da scriverci una storia...



Foto da LaNuovaSardegna

mercoledì 28 aprile 2010

Integrazione culturale e linguistica

Una piccola storiella metropolitana, nel senso che proprio la Linea 2 della Metropolitana Milanese ha fatto da sfondo a questa scena.
Naturalmente una normale mattina, affollata di gente che si affrettava, chi verso il posto di lavoro, chi verso la scuola e chi verso le normali commissioni di ogni giorno.
Ad un certo punto ad una fermata non meglio precisata, forse Sant'Ambrogio o Sant'Agostino, nei pressi dell'Università Cattolica, sale una coppia di colore. Lei sulla quarantina, capelli a caschetto ben pettinati, impermeabile e stivali di gomma (il giorno pioveva), lui, sulla cinquantina, capelli corti brizzolati, elegante completo blu, camicia bianca, cravatta e valigetta di pelle.
Non ci ho fatto molto caso all'inizio perché la mia testa era immersa in tutt'altri pensieri ma ad un certo punto mi si è acceso un campanello. C'era qualcosa che non tornava in quella coppia. Non era il fatto che fossero entrambi di colore e non era nemmeno il fatto che fossero entrambi vestiti elegantemente rispetto a molti utenti della metropolitana il lunedì mattina. Quello che era strano era come comunicassero fra di loro.
Purtroppo il rumore del convoglio, i discorsi degli altri passeggeri ed il fatto che i due parlassero con un tono di voce moderatamente basso rispetto a tanti altri ha fatto sì che carpissi solo parte del dialogo. Dialogo che, da quanto sono riuscito ad afferrare, verteva di Economia e forse di Università e che si svolgeva in due lingue. Lui si esprimeva in maniera molto competente in correttissimo e colto italiano e lei ascoltava attentamente annuendo e rispondendo in francese.
Mi ha ricordato un altro episodio di cui fui testimone tanti anni fa su un treno di ritorno dalla Francia verso Milano insieme alla mia famiglia.
Io ero troppo piccolo per afferrarlo ma i miei genitori, che erano stati più attenti, avevano ascoltato i discorsi di un gruppo di ragazzi che, evidentemente in giro per l'Europa, passando elegantemente da francese, inglese e forse altre lingue europee, si lamentavano del fatto che noi italiani fossimo pigri e non volessimo parlare altre lingue oltre alla nostra.
Chi era sul vagone, me compreso, e non era distratto da altri pensieri, lunedì mattina ha rivevuto una bella lezione, non solo di economia ma anche di vita. Quella coppia ha dimostrato come sia possibile l'integrazione culturale, capirsi e farsi capire in due lingue diverse. Una lezione a cui avrebbe dovuto assistere chi, vedendo lo straniero come nemico dell'"italianità", pur di allontanarlo, per scoraggiarlo a rimanere gli impone test e esami di italiano come condizione per poter rimanere e lavorare onestamente
.