domenica 20 novembre 2011

Riprendo qua le mie trasmissioni

Poiché non si sa bene quale sarà il destino di splinder.com ho deciso di trasferire in blocco i miei post su "Quattro Mori" e migrarli su una piattaforma "magazzino" in attesa di poterli importare nuovamente qua.

I vecchi post son disponibili a questo indirizzo: http://iquattromori.iobloggo.com

mercoledì 26 gennaio 2011

A volte ritornano...

Ogni tanto decido di togliere la polvere da questa paginetta.

Anche altri decidono di togliere la polvere dagli armadi e tirano fuori vecchie cariatidi delle quali pensavamo di esserci liberati definitivamente.
Ed ecco che, in tempi politici sospetti, per le strade di Milano compaiono cartelloni pubblicitari il cui slogan rimanda ad una vecchia reclame di un formaggio. Ma invece di un invitante prodotto caseario compare la sagoma di un noto personaggio politico di un partito di maggioranza, insieme ad un altro politico che fece parte delle maggioranze dei tempi che furono che, con i loro comportamenti corrotti, contribuirono a portare la nostra nazione a livelli di paese in via di sviluppo.



 Photobucket 


Che dire se non che, in tempi in cui tutto sembra andare in rovina, dai posti di lavoro che mancano al senso di malessere diffuso causato da una classe dirigente che appare inerte ed insensibile ai bisogni di coloro che ad essa si sono affidati, sembra una presa in giro. E questo vale per qualsiasi maggioranza di qualunque colore.
Ma la presa in giro più forte è, secondo me, che un politico dell'attuale maggioranza venga patrocinato da un altro politico di una vecchia maggioranza ,il quale ebbe delle vicissitudini giudiziarie legate alla vicenda di Tangentopoli nei primi anni '90 e che, per sua stessa ammissione intascò una bustarella di 200 milioni di lire e che per questo venne anche condannato.

La gente questo non lo sa o tende a dimenticarlo e, per me, questi due personaggi hanno la stessa fiducia di due venditori di pneumatici lisci i quali vogliono far credere che invece il loro prodotto sia ipersicuro soprattutto su strada bagnata o, peggio, ghiacciata.

Purtroppo c'è la malsana tendenza a fidarsi di persone che sembrano non lavorare seriamente e, ancor più grave, a rinnovare questa fiducia nel tempo nonostante, visibilmente, la Nazione stia crollando a pezzi mentre tutti siamo spettatori più o meno consapevoli. Attivi o passivi.

Che cosa vogliamo pretendere se a capo di tutto c'è un presidente clownesco che continua a far credere a tutti che tutto va bene madama la marchesa, che l'Italia sta reggendo la crisi, che è tutta colpa dell'opposizione e che in due giorni Napoli sarà ripulita dai rifiuti?

D'altra parte, nella stessa piazza cinque anni fa comparì anche questo di cartellone che la dice tutta sul personaggio, anche se allora sembrò trattarsi di un errore...




 Photobucket 

sabato 29 maggio 2010

Intercettazioni extraterrestri.

A San Basilio, vicino a Cagliari, sta per nascere quello che diventerà il più grande radiotelescopio in Europa per grandezza dell'antenna ricevente.
Servirà principalmente per ricevere eventuali segnali radio provenienti da stelle lontane e, all'occorrenza, a tenere sotto controllo navicelle spaziali e satelliti in orbita.
E' un caso che un evento scientifico di tali proporzioni, specialmente per un'isola come la Sardegna, venga a cadere proprio in un momento in cui il Disegno di Legge denominato "Legge Bavaglio" che sarà discusso nei prossimi giorni in Parlamento sta creando un grosso dibattito nelle aule parlamentari, nelle piazze cittadine, televisive e virtuali.
I due eventi sono ovviamente scollegati
Nato per proteggere la privacy dei cittadini, ma in realtà quella dei soliti pochi, fra i tanti articoli prevede che non si possano effettuare registrazioni audio e video senza il diretto assenso delle parti interessate.
Ma cosa è ascoltare eventuali segnali radio provenienti dalle stelle lontane se non una forma di intercettazione anche se fatta a fini scientifici?
Nessuno ovviamente si sognerebbe di chiedere il consenso alla registrazione ai lontani abitanti di un qualche pianeta di un Sistema Solare nei pressi della stella Vega e, inoltre, un messaggio proveniente dal profondo spazio come verrebbe trattato nel nostro pianeta?
Si potrà trascrivere l'intero frammento o pubblicarne solo un riassunto?
E se il messaggio contenesse qualcosa di illegale, un eventuale magistrato extraterrestre potrebbe richiedere agli scienziati terrestri una copia dell'intercettazione? Qualora dovesse essere illegale, gli alieni potrebbero prendere misure estreme tipo invasione del pianeta Terra o arresto (rapimento) degli scienziati rei di aver intercettato illegalmente qualcosa di proveniente dal loro pianeta? E, per finire, qual'è il limite temporale prescritto per intercettare qualcosa di proveniente da un pianeta extrasolare?
Ovviamente si tratta di situazioni paradossali che non capiteranno mai. Però i dubbi creati dalla legge in discussione non sono per nulla paradossali ma reali e mettono in seria discussione il proseguimento di indagini serie e, altrettanto importante, metteranno in serio pericolo il diritto fondamentale dei cittadini ad essere informati, di farsi un'idea giusta o sbagliata che sia.
Ci sarebbe da scriverci una storia...



Foto da LaNuovaSardegna

mercoledì 28 aprile 2010

Integrazione culturale e linguistica

Una piccola storiella metropolitana, nel senso che proprio la Linea 2 della Metropolitana Milanese ha fatto da sfondo a questa scena.
Naturalmente una normale mattina, affollata di gente che si affrettava, chi verso il posto di lavoro, chi verso la scuola e chi verso le normali commissioni di ogni giorno.
Ad un certo punto ad una fermata non meglio precisata, forse Sant'Ambrogio o Sant'Agostino, nei pressi dell'Università Cattolica, sale una coppia di colore. Lei sulla quarantina, capelli a caschetto ben pettinati, impermeabile e stivali di gomma (il giorno pioveva), lui, sulla cinquantina, capelli corti brizzolati, elegante completo blu, camicia bianca, cravatta e valigetta di pelle.
Non ci ho fatto molto caso all'inizio perché la mia testa era immersa in tutt'altri pensieri ma ad un certo punto mi si è acceso un campanello. C'era qualcosa che non tornava in quella coppia. Non era il fatto che fossero entrambi di colore e non era nemmeno il fatto che fossero entrambi vestiti elegantemente rispetto a molti utenti della metropolitana il lunedì mattina. Quello che era strano era come comunicassero fra di loro.
Purtroppo il rumore del convoglio, i discorsi degli altri passeggeri ed il fatto che i due parlassero con un tono di voce moderatamente basso rispetto a tanti altri ha fatto sì che carpissi solo parte del dialogo. Dialogo che, da quanto sono riuscito ad afferrare, verteva di Economia e forse di Università e che si svolgeva in due lingue. Lui si esprimeva in maniera molto competente in correttissimo e colto italiano e lei ascoltava attentamente annuendo e rispondendo in francese.
Mi ha ricordato un altro episodio di cui fui testimone tanti anni fa su un treno di ritorno dalla Francia verso Milano insieme alla mia famiglia.
Io ero troppo piccolo per afferrarlo ma i miei genitori, che erano stati più attenti, avevano ascoltato i discorsi di un gruppo di ragazzi che, evidentemente in giro per l'Europa, passando elegantemente da francese, inglese e forse altre lingue europee, si lamentavano del fatto che noi italiani fossimo pigri e non volessimo parlare altre lingue oltre alla nostra.
Chi era sul vagone, me compreso, e non era distratto da altri pensieri, lunedì mattina ha rivevuto una bella lezione, non solo di economia ma anche di vita. Quella coppia ha dimostrato come sia possibile l'integrazione culturale, capirsi e farsi capire in due lingue diverse. Una lezione a cui avrebbe dovuto assistere chi, vedendo lo straniero come nemico dell'"italianità", pur di allontanarlo, per scoraggiarlo a rimanere gli impone test e esami di italiano come condizione per poter rimanere e lavorare onestamente
.

lunedì 13 luglio 2009

Suoni e profumi

Un vecchio suono è tornato per qualche ora la scorsa notte. Un suono che non sentivo da tanti anni. Una voce che pensavo appartenesse ormai al regno dei ricordi  e che dopo tanti anni aveva parecchie cose da raccontare.
Un po' diversa da quella che, da bambino, udivo provenire dal giardino di casa di mia nonna. Quello, il verso del grillo, era un canto sommesso che raccontava favole ai bambini e li accompagnava verso il sonno con il suo monotono cri cri. Quello che ho sentito ieri prima di addormentarmi doveva essere un lontano parente di quel grillo. Era un grillo cittadino che emetteva un verso acuto. Chissà se il fatto di trovarsi in una metropoli come Milano anziché in una cittadina di provincia gli procurava qualche preoccupazione. Soprattutto considerato che, nonostante la tarda ora, si trovava in una zona trafficata.

Mi sono accorto da tempo di questi suoni che appartengono alla campagna.
Da qualche anno una colonia di rospi mette casa in un laghetto artificiale a poca distanza dalla mia abitazione e tutte le notti, all'inizio della primavera, dà il suo concerto a beneficio, o maleficio, delle orecchie che lo ascoltano o sono costrette a subirlo.

In centro poi, in mezzo alle aiuole, si possono sentire le cicale che con il loro frinire continuo, per nulla turbato dallo sferragliare dei tram e dal rombo delle automobili, danno una piccola illusione di campagna in mezzo alla città.

Proviamo quindi a mescolare il profumo dei fiori che crescono in mezzo ad alcune di queste aiuole, a chiudere gli occhi eliminando sia i rumori esterni ed il puzzo di certi scarichi e immaginiamo di trovarci in campagna circondati da dall'erba alta, oppure al mare in una fresca pineta. La nostra piccola oasi mentale di pace è completa.

A questo punto possiamo anche provare a pensare che forse la Natura stia riconquistando piano piano gli spazi che erano suoi prima che fosse costretta a cederli a noi, genere umano, che non ci siamo certo dimostrati dei campioni nella gestione di questo patrimonio a nostra disposizione.

Speriamo solo che non si tratti di un frutto della nostra illusione mentale.

domenica 26 aprile 2009

Estati lontane e vampiri

Leggendo questo post non ho potuto fare a meno anche io di ricordare le mie estati ormai lontane passate a casa dei miei cugini in Sardegna.


Ho passato a casa loro periodi più o meno lunghi da quando avevo circa otto anni fino alla fine degli anni '80. A loro sono molto legato e di quelle vacanze conservo piacevoli ricordi.


I primi anni furono un po' traumatici per la verità. Io, figlio unico, arrivavo dalla città e mi ritrovavo in un contesto di paese con abitudini molto diverse rispetto alle mie. E naturalmente all'inizio mi trovavo un po' disorientato. Mi ritrovavo a svolgere una specie di "servizio militare" in cui ero la recluta e i cugini, in cinque tutti maschi, i nonni. Infatti, tutti più grandi di me, anche se uno solo di pochi giorni, facevano "branco" insieme per combinarmene di tutti i colori. Non certo con cattive intenzioni ma, presumo, con l'intento di togliermi un po' del guscio cittadino che mi avviluppava.


Uno dei tanti scherzi su cui ancora oggi amiamo soffermarci a fare quattro risate quando ci troviamo insieme era quello in cui volevano farmi credere che l'appartamento disabitato della casa dove abitavano e che veniva usato come soffitta fosse abitato da vampiri.


Avevo un po' di razionalità allora, che mi era stata inculcata e che mi faceva credere che tali esseri malvagi fossero solo il frutto dei racconti delle favole e che servissero solo per spaventare i bambini disobbedienti o, semplicemente, quelli che il pomeriggio dei giorni di sole non volevano stare rintanati in casa nelle ore di maggior caldo e volessero uscire a giocare lo stesso. In Sardegna di questi spiriti ne esistono svariati ma, a ben vedere, forse anche in altre regioni e Stati si tende a fare la stessa cosa.


Comunque, forte della mia cultura cittadina, non volevo assolutamente credere a questa presenza maligna. Mi era stato detto che un'intera famigliola si era installata al piano di sopra, proprio sopra la stanza dove dormivo io. Una famigliola di cui si conoscevano addirittura i nomi. Anselmo il babbo, Brigitta la mamma vampira e, ultimo, Succhiotto il figlioletto.


Bisogna dire, a onor del vero, che più sentivo parlare di queste presenze, più queste mie certezze si sfaldavano. I miei cugini si erano organizzati molto bene per architettare lo scherzo. Sotto la regia del fratello più grande, i bricconi avevano organizzato la trappola finale che avrebbe dovuto far saltare le ultime difese. Nella stanza dove era supposta la presenza dei vampiri avevano sistemato degli oggetti, tra cui una carrozzina per bambini. Oggetti che, manovrati nella penombra, avrebbero dovuto far intuire la presenza di esseri.


Sistemata la trappola, venni convocato alla presenza di Anselmo e della di lui famiglia. Fui accompagnato perché per la verità ero un po' dubbioso. Ma i dubbi dovevano essere fugati o confermati. Quando arrivai nella stanza dei misteri, al cospetto di Anselmo ci furono dei rumori e delle voci. Qualcosa si mosse e anche le mie ultime difese razionali saltarono. Feci uno scatto verso la porta di uscita e mi diedi ad una fuga precipitosa per le scale. Quando sentii la risata dei cugini ebbi una certezza. Sì ebbi la certezza che ero cascato in uno dei loro tranelli.

mercoledì 4 marzo 2009

In attesa dell'evento imprevisto noioso. Nota scherzosa

Che fare quando uno sente alla radio l'oroscopo per il giorno, quando chi legge dice "avrete un evento imprevisto noioso"?

Soprattutto quando chi ascolta si sta apprestando ad andare al lavoro in auto e ha appena tirato fuori la macchina dal garage?

Naturalmente, se ci crede, rimette a posto la macchina e si prende un giorno di ferie. Se non ci crede ha comunque due possibilità: far partire un gesto scaramantico nei confronti dell'infame iettatrice, in questo caso la tizia che legge l'oroscopo alla fine del giornale radio prima del "Ruggito del Coniglio", oppure fare finta di niente. In entrambi i casi aspetta che passi la giornata e presta più attenzione del solito al mondo che lo circonda onde fare in modo che l'evento imprevisto non si materializzi sottoforma di un ciclista, pedone, motociclista, autochenonrispettalaprecedenza, gommabucataecosìvia.

Cosa fare se l'evento imprevisto si materializza nel pomeriggio sottoforma di buco informatico soprattutto in presenza di un altro collega, anche lui del medesimo segno zodiacale? Si fa appello alla sfiga o alla legge di Murphy? O si stramaledice la menagramo della mattina?

E poi, dopo l'evento "catastrofico" del pomeriggio il fortunato torna a casa, sempre in auto, sempre con tutti i sensori all'erta nonsisamai e si aspetta di trovare a casa una contravvenzione, letteradilicenziamento, sfratto, lettera anonima, altrochedipeggiocipuòessere ma per fortuna, tornato a casa, nota che la sua buona stella si è limitata all'impasse informatico. Peraltro risolto.

Manca un'ora e mezza circa alla mezzanotte e quindi allo scadere della giornata. Il fortunato si appresta ad andare a dormire. Sperando che il letto non crolli sotto di lui.

Anche oggi è andata bene, alla faccia di chi aveva previsto il contrario!