martedì 20 gennaio 2009
Scusate per l'assenza
Ai sogni notturni un po' strani. Poi una lunga pausa.
Questi giorni sono a casa, bloccato con una spalla rotta a causa di uno scivolone sul ghiaccio.
Fino al 5 febbraio dovrò rimanere con un braccio al collo, utilizzando quello sano per fare tutto quello che si riesce a fare con un braccio solo.
La pausa aiuta la distensione, il pensiero.
Non potendo uscire di casa, salvo che per gli esami che consentiranno di verificare che il danno si stia riparando, posso solo dedicarmi con calma alla lettura di libri e di giornali. E anche al cazzeggiamento al PC così son passato a togliere le tre o quattro dita di polvere che nel frattempo si erano accumulate qua dentro...
mercoledì 5 novembre 2008
Ho ritrovato le scarpe
Per fortuna si trattava solo di un sogno, o comunque di una serie di sogni che duravano da qualche settimana. Ero costretto a fare tutto quanto, persino uscire di casa, sempre senza scarpe (vergognandomi come un ladro). Non riuscivo a trovarle da nessuna parte.
Stanotte finalmente le ho trovate, dove non dovevano essere. Segno che il mio disordine è presente anche nella sfera onirica.
Ma tutto questo che significato avrà?
lunedì 27 ottobre 2008
Strano ma vero?
A Sydney, in Australia, un'abitazione ha preso fuoco a causa di un banale cortocircuito. Nell'abitazione c'erano un cane e una cucciolata di gattini appena nati. Il cane era a guardia dei gattini e non ha voluto abbandonare i cuccioli nonostante lo spesso fumo.
Probabilmente avrà fatto di tutto per attirare l'attenzione dei pompieri fino a che non ha perso i sensi (questo la notizia non lo dice). In ogni caso, sia il cane che i gattini fortunatamente si sono salvati. Il cane ha dovuto essere rianimato con ossigeno e massaggio cardiaco.
Al di là della smentita del luogo comune circa i rapporti conflittuali fra cani e gatti, questo episodio dimostra come spesso succeda che gli animali dimostrino molta più sensibilità verso il prossimo di noi bestie bipedi.
sabato 13 settembre 2008
Abbiate sempre il coraggio di dire ciò che pensate
Forse in questi giorni il grande coraggio devono averlo avuto i Leader delle nazioni latinoamericane che, dopo anni di sfruttamente da parte delle grandi multinazionali Yankees, hanno alzato la testa e hanno letteralmente mandato al diavolo il gigante del piano di sopra rimandando a casa, come è successo in Bolivia e in Venezuela, gli ambasciatori USA.
Gli Stati Uniti sono a pezzi e non solo a causa degli uragani che in questi giorni stanno devastando le loro coste, una vendetta della natura per non aver mai ratificato il Protocollo di Kyoto, ma anche economicamente e da molto prima del famigerato 11 Settembre.
Eppure, nonostante tutto questo, il loro comportamento verso il resto del mondo è sempre stato arrogante. Oggi raccolgono i risultati di quello che è stato seminato negli ultimi decenni. Gli stati latinoamericani, dal canto loro, sono finalmente diventati consci delle loro risorse e per lo sfruttamento di queste chiedono alle nazioni ricche un trattamento paritario che è sempre stato loro negato.
Non solo. Dopo decenni di dittature sanguinarie, quasi sempre al servizio del gigante Yankee, in questi Stati sta cominciando, sia pure con le dovute cautele ed eccezioni, a maturare una certa cultura democratica, soprattutto in nazioni come Brasile e Argentina.
La transizione è dolorosa e le cronache che arrivano dalla Bolivia, suggeriscono che il processo è embrionale e ancora a rischio di essere stroncato prima ancora di nascere. Sia per colpa degli interventi provenienti dall'esterno, sia da quelli interni, avidità e brame di potere da cui i Leader non sono immuni, ma che dovrebbero saper controllare per il bene delle nazioni che governano.
L'unica speranza è che questo non succeda e che finalmente a trarne vantaggio siano tutti e non i soliti pochi.
martedì 19 agosto 2008
Una bella iniziativa...
Qualcuno ha recentemente affermato che gli italiani stanno perdendo la memoria e questo ha portato ai recenti sviluppi nella nostra politica. Ebbene, non è del tutto vero, la memoria in realtà ce l'abbiamo vicina, magari nella persona del nostro vicino di casa ultrasettantenne che magari vive da solo e che scambierebbe volentieri qualche parola e qualche ricordo di vita passata, per ricordarci chi eravamo, come eravamo e come si viveva quando non c'era tutto a portata di mano e ci si doveva arrangiare per soddisfare le proprie necessità principali. Per confrontare il mondo di allora e quello di oggi e aiutare a rifarci un'opinione, che forse è quella che ci manca.
Un gruppo di giovani ha messo in piedi questo sito, che si chiama appunto "La banca della memoria" e va in giro a videointervistare persone avanti con gli anni in modo da rendere duraturi i loro ricordi mettendoli a disposizione di tutti gli interessati.
Il sito si trova a questo indirizzo: www.bancadellamemoria.it e aspetta i contributi di tutti.
giovedì 14 agosto 2008
Secondo giorno di ferie
Mi sto quindi godendo il fuggi fuggi generale e la città vuota e silenziosa (fatti salvi i centauri rumorosi).
Ieri il primo giorno l'ho trascorso prevalentemente a oziare e leggere. Oggi invece l'ho dedicato alla cultura e sono quindi andato a vedere la mostra che è stata dedicata al pittore Ligabue e che si sta svolgendo a Palazzo Reale. Una mostra ricchissima di quadri e sculture che esprimono tutta la genialità di un uomo giudicato pazzo in vita e rivalutato troppo tardi nei suoi ultimi anni di vita.
Domani, se il tempo e la voglia lo permetteranno andrò in cerca di qualche scorcio cittadino da fotografare (senza troppe persone in giro).
domenica 6 luglio 2008
Finalmente...
Finalmente in ufficio abbiamo concluso i lavori che portavamo avanti da più di tre mesi.
E' stata una fatica per tutti. Per i capi che dovevano coordinare i lavori, dare direttive, analizzare i problemi che venivano fuori, dare soluzioni. Per noi, programmatori e analisti che sulla base delle soluzioni proposte dovevamo scrivere del codice, testarlo, affrontare i problemi ed eventualmente proporre noi delle soluzioni.
Questo week end poi, nonostante la giornata invitasse a gite al mare o comunque in posti freschi di villeggiatura, abbiamo coronato queste fatiche mettendo in produzione il nostro lavoro. E' stato un week end teso, faticoso. Per alcuni la giornata è iniziata al mattino ed è finita a notte inoltrata.
Venerdì sera sono tornato a casa alle 23.30. Stanco morto. Con la prospettiva di poche ore di sonno prima di tornare nuovamente al lavoro, sabato, a finire quello che mi era stato assegnato.
Tornare a casa a quell'ora mi ha fatto comunque vivere un'esperienza per me inusuale: sentire i grilli in città , in un'aiuola vicino a casa, nonostante il traffico notturno.